STOPP TTIP

L’UE è in procinto di firmare due trattati di libero scambio molto complessi: uno con il Canada (CETA‬ = Comprehensive Economic and Trade Agreement) e uno con gli Stati Uniti d’America (‪‎TTIP‬ = Transatlantic Trade and Investment Partnership).

Ufficialmente per creare posti di lavoro e per incrementare la crescita economica. In realtà, questi trattati non favoriranno il bene delle cittadine/dei cittadini ma ne approfitteranno massicciamente solo le grandi multinazionali.

Il Des Brescia ha deciso di aderire alla campagna di raccolta firme “STOP TTIP” per lanciare delle petizioni a livello locale per bloccare questi accordi che minano l’economia locale, la giustizia e l’uguaglianza sociale, le produzioni agricole biologiche e sostenibili.

Che cos’è il TTIP?

Il TTIP è un trattato di liberalizzazione commerciale transatlantico, ossia con l’intento dichiarato di abbattere dazi e dogane tra Europa e Stati Uniti rendendo il commercio più fluido e penetrante tra le due sponde dell’oceano.

L’idea sembrerebbe buona. Perché qualcuno lo definisce “pericoloso”?

Condividiamo la definizione perché, in realtà questo trattato, che viene negoziato in segreto tra Commissione UE e Governo USA, vuole costruire un blocco geopolitico offensivo nei confronti di Paesi emergenti come Cina, India e Brasile creando un mercato interno tra noi e gli Stati Uniti le cui regole, caratteristiche e priorità non verranno più determinate dai nostri Governi e sistemi democratici, ma modellate da organismi tecnici sovranazionali sulle esigenze dei grandi gruppi transnazionali.

In breve, quali sono i rischi?

  • Le imprese canadesi e statunitensi avranno il diritto di esigere il risarcimento dei danni se riterranno di essere danneggiati in seguito a leggi o altre misure dell’Unione Europea o di singoli stati membri dell’UE, anche in riferimento a leggi emanate nell’esplicito interesse del bene comune, p.es. riguardanti la tutela dell’ambiente o dei consumatori. Al posto della giustizia ordinaria, sulle richieste di risarcimento giudicheranno collegi arbitrali privati, nella maggior parte dei casi in seduta segreta. I risarcimenti saranno pagati dalla mano pubblica, cioè con i soldi dei cittadini.
  • È previsto che le multinazionali siano interpellate già nella fase preliminare dell’elaborazione di norme e leggi se si presume che possano essere toccati i loro interessi economici. Ciò, nel testo viene definito come “cooperazione regolatoria”. In pratica, i rappresentanti delle multinazionali dovrebbero essere invitati dai governi a collaborare nelle commissioni di esperti per modellare le nuove proposte di legge ancora prima che queste vengano dibattute in sede parlamentare, svuotando così la democrazia: la sovranità è del popolo e non dalle multinazionali.
  • Le multinazionali hanno avuto ed hanno tuttora un peso eccessivo nelle trattative segrete per CETA e TTIP. Nella sola fase preparatoria per le trattative su TTIP, secondo indicazioni ufficiali, hanno avuto luogo 590 incontri della commissione UE con i rappresentanti delle lobby di cui il 92% con rappresentanti degli imprenditori e solo in pochissimi casi la commissione ha parlato con rappresentanti dei consumatori e dei sindacati dei lavoratori.
  • Le trattative sono rigorosamente segrete, neanche i nostri deputati/le nostre deputate ne sono a conoscenza. Solo a trattative concluse i risultati delle trattative vengono presentati ai parlamentari sotto forma di voluminosi trattati (il trattato CETA per esempio consiste in un volume di 1.500 pagine), e i parlamenti possono solo accettare o rifiutare, modifiche non sono più previste. La pressione per votare a favore è molto elevata. La commissione UE sostiene che un eventuale rigetto del trattato avrebbe come conseguenza una minore crescita economica e un calo dell’occupazione, e che sarebbero stati inutili cinque anni di trattative, e inoltre si irriterebbero i partners commerciali.
  • I diritti dei lavoratori sono sotto massiccia pressione, e i posti di lavoro in numerose aziende sono in pericolo. Gli Stati Uniti hanno riconosciuto solo pochi dei diritti fondamentali dei lavoratori (solo due degli otto accordi centrali dell’ILO).
  • È previsto che la liberalizzazione e la privatizzazione diventino a senso unico. Le aziende municipalizzate, gli ospedali o lo smaltimento dei rifiuti, una volta privatizzati, non potrebbero, se non ad enormi costi, essere riprese in mano pubblica.
  • L’UE e i suoi stati membri saranno esposti a massicce pressioni affinché vengano ammesse le tecnologie a rischio quali il fracking o organismi geneticamente modificati. [Es. fracking: grandi quantità di acqua mescolata a sabbia e sostanze chimiche vengono immesse ad altissima pressione nello scisto per creare fratture nella roccia in modo da poter estrarre il metano incluso. Tale procedimento è altamente a rischio per l’ambiente e per il clima.

PER SCOPRIRE DI PIU’…

ti invitiamo all’evento che si terrà il 16 MAGGIO dalle 15.00 alle 18.00 al Cinema Teatro Sereno, Traversa XII n. 158, Vill. Sereno (BRESCIA).

Un’occasione per capire meglio cos’è il TTIP e  perché è necessario fermarlo.

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SITO UFFICIALE della Campagna internazionalehttps://stop-ttip.org/it

Stop TTIP è una campagna di estensione europea che nei singoli paesi è coordinata da persone di riferimento a livello nazionale. L’ufficio centrale della campagna si trova a Berlino.

SITO della Campagna in ITALIAhttp://stop-ttip-italia.net/

la Campagna Stop TTIP Italia invita a diffondere e sostenere a livello nazionale la petizione internazionale http://stop-ttip.org/firma con l’obiettivo di raggiungere le 54mila firme entro il 7 giugno, come contributo italiano all’obiettivo europeo dei due milioni.

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